Corano a tinte rosa

Di Federica Tourn (Jesus, febbraio 2018)

Un altro Islam è possibile. Un Islam aperto alle donne, ai gay, ai transessuali, una religione egualitaria che non opprime ma include. Ne è convinta Ani Zonneveld, che il Corano l’ha letto con attenzione senza trovarci tracce di discriminazione sessuale e oggi è imam – anzi imamah, al femminile – e, quando non viaggia per predicare l’esegesi liberale del testo sacro, guida la preghiera del venerdì nella sua comunità, a Los Angeles. Figlia di diplomatici, Ani è nata in Malesia ma ha vissuto in Egitto, Europa, India, fino a fermarsi negli Stati Uniti, dove è diventata cantante e ha vinto un Grammy; proprio la musica è stata il primo veicolo che le ha permesso di parlare dell’Islam che le sta a cuore, testi che parlano di liberazione femminile in un’America devastata dall’attentato alle Torri Gemelle. Nel 2007 con altri musulmani progressisti ha fondato il Muslim for Progressive Values (MPV), un’organizzazione che dieci anni dopo conta più di diecimila membri e sedi in diversi parti del mondo, dall’Australia alle Filippine.

Continua a leggere: Intervista a Ani Zonneveld

Foto di Stefano Stranges

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