Così le polacche resistono all’avanzata clericofascista

Di Federica Tourn (Left, 23/11/2018)

Duecentomila persone hanno sfilato a Varsavia l’11 novembre scorso per il centenario dell’indipendenza del paese, ma tra le bandiere polacche spiccavano numerose quelle dei neofascisti. Una ricorrenza che da festa di popolo negli ultimi anni sta diventando sempre di più una passerella per le milizie dell’ultradestra, nel silenzio-assenso del governo, che di fatto ha manifestato al loro fianco. Fra la folla c’erano anche gli ungheresi di Jobbik e gli italiani di Forza Nuova a dare manforte ai fascisti polacchi, che hanno cercato di prendersi la piazza al grido di “Potere bianco” e “Fuori dalla Ue”. Chi ha cercato di protestare è stato aggredito, nel sostanziale immobilismo delle forze dell’ordine. Lo testimonia la femminista Klementyna Suchanow, che con altri compagni e compagne ha subito la reazione violenta dei fascisti. Suchanow è una scrittrice, pluripremiata per la sua biografia di Witold Gombrowicz, ed è stata una delle organizzatrici del grande sciopero delle “donne in nero” dell’ottobre 2016, che ha portato migliaia di persone in strada contro il progetto di divieto totale di aborto proposto dal governo; con lei abbiamo parlato dell’avanzare del nazionalismo e del declino delle libertà civili in Polonia.

L’intervista è disponibile sul sito http://www.left.it

 

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