Al rogo tutte le opere che educano alla diversità

Di Federica Tourn

FQ Millenium, settembre 2021

A Malmö, nel sud della Svezia, proprio un anno fa è stata inaugurata una biblioteca che non somiglia a nessun’altra. Sugli scaffali Ikea, ordinati e accuratamente catalogati, si trovano infatti soltanto libri che sono incappati nella censura o i cui autori sono stati perseguitati o costretti all’esilio. È la prima del genere al mondo e non a caso è dedicata a Dawit Isaak, scrittore svedese-eritreo che dal 2001 è incarcerato nel suo paese d’origine per aver osato criticarne il regime. Quattromila volumi, una parte riservata alle opere proibite e un’altra ai saggi che raccontano la storia della censura in tutto il pianeta. Un problema del passato? Tutt’altro: questa biblioteca non è un museo ma uno «spazio sicuro per le opere minacciate dall’oscurantismo», come ama definirlo la direttrice, Emelie Wislander. Infatti sono molte le autorità civili e religiose o i gruppi confessionali e le associazioni di genitori che ancora oggi vorrebbero impedire la divulgazione di libri considerati contrari a qualche principio politico o morale. «La libertà di pensiero è tuttora sotto attacco e non rendersene conto è pericoloso – conferma Wieslander – in particolare la censura dei libri è di nuovo in crescita ovunque, e non solo nei paesi non democratici». 

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