Catherine G.

fanghetto giac

«Non è che immaginassi questo alla mia età, anzi, avevo voglia di tutt’altro. Ma quando ti trovi sotto casa dei ragazzini, perché per me sono ragazzini, che hanno freddo e fame, che fai? Non li prendi in casa?».

Seduta al tavolo della cucina, Catherine parla senza quasi alzare lo sguardo dai porri e dalle carote che sta affettando. Fuori, il sole invernale del primo pomeriggio scava le montagne della val Roja, lì dove le rocce si trasformano in gole scavate dal fiume. Nella stanza accanto quattro ragazzi eritrei stanno finendo di mangiare gli spaghetti; quando ci vedono arrivare la loro espressione perplessa si allarga in un sorriso timido. Continua a leggere “Catherine G.”